Lago di Garda

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Manerba del Garda
PARETE TONDA (Prof. Max 50 m)
Questa parete situata sul lato nord dell’Isola di Garda, rientra all’aumentare della profondità, ed in un punto è perfettamente tondeggiante. Cade su un fondo a 50 metri.
LE RETI (Prof. Max 50 m/150 m)
Famosissima tra i subacquei che frequentano il lago, è situata sulla punta nord-est dell’Isola di Garda.Nella parte iniziale, il fondo fangoso lascia spazio ad una parete che cade a 50 metri, e che è caratterizzata da guglie rocciose tra le quali resti di reti da pesca creano antichi drappi. Sul fondo, grandi massi formano una sella rocciosa che è orientata a nord e che è ricco di spaccature e canyons. Superata la sella la parete cade in verticale fino alla profondità di 150 metri. Frequente l’incontro con notevoli esemplari di luccio e grossi branchi di persico reale. Sulla via del ritorno, si può percorrere un camino di roccia orientato a 45 gradi e lungo una decina di metri.
BAIA VERDE
Immersione molto interessante dal punto di vista naturalistico. Il fondale che degrado molto lentamente, è ricoperto da uno splendido tappeto di piante acquatiche di molte specie diverse. Durante i mesi estivi la presenza di pesce è veramente notevole, ed il sito si presta benissimo agli appassionati di fotografia.
SCOGLIO DELL’ALTARE (Prof. Max 150 m) o PILONE
Lo Scoglio dell’Altare, è sicuramente uno dei più conosciuti siti di immersione del Garda. La parete scende fino alla profondità di 150 metri, ed è famosa per due grandi balconate ricoperte di spugne gialle e per una grotta che presta rifugio a grossi esemplari di persico reale.
Nel mese di luglio, per i più fortunati, può essere possibile l’incontro con i branchi di sardine che in questo periodo si portano verso la superficie per la riproduzione.
E’ un grande manufatto di due metri d’altezza a base quadra posto su una zona di scogli affioranti per indicarne il pericolo, molto interessanti e alla portata di tutti in questa zona, due grotte o meglio due tetti abbastanza profondi e una grossa spaccatura verticale nella quale si può penetrare parzialmente.
SCOGLI BASSI (Prof. Max 10 m) o SECCA DELLA RAGNATELA
E’ un basso fondale roccioso composto da grossi massi, tra i quali si aprono spaccature e piccoli conyons che offrono rifugio a persici reali e persici sole. L’immersione che non supera mai la massima profondità di 10 metri, è molto indicata per immersioni di fine corso Open Water Diver.
Così chiamata perché ricoperta da lenze e reti, offre un ancoraggio sicuro in 7/8 metri d’acqua e un fondale che varia da grossi gradoni a parete e franato molto ripido, anche qui la possibilità di scelta della profondità non pone limiti alla fantasia, anche se il percorso più vario e interessante è tra i 25/30 metri all’andata e i 15/20 per il ritorno.
LA CORRENTE o SECCA MOSCA
Questo crostone sommerso che ha la sommità ad una profondità variabile dai 15 ai 6 metri, deve il suo nome alla possibilità di incontrare leggere correnti soprattutto nei periodi primaverili ed autunnali.
Questo ci permette di effettuare una comodo immersione trasportati dalla corrente, mentre con lo sguardo cerchiamo di scorgere le numerose anguille che qui sono di casa. Dedicata ai sub più esperti, obbligatoriamente muniti di boa di segnalazione di emergenza.
Difficile da trovare se non si hanno delle ottime “mire da pescatore” in questa zona si possono effettuare due immersioni interessanti partendo dal punto più alto del piccolo cocuzzolo a -6 si può seguire la cresta della secca restando alla profondità massima di – 20 o scegliere di scendere lungo la parete a varie quote tutte interessanti. La particolarità di questo punto è che immergendosi verso sud saremo sotto lo strapiombo e tornando verso la barca a quota inferiore avremo la possibilità di vedere le nostre bolle intrappolate sotto la roccia, uscire da varie microfessure dando al fondale un aspetto effervescente.
IL PEDAGNO o SECCA DEL PILONCINO
E’ una secca affiorante lunga e stretta che può essere circumnavigata durante un’immersione.
Si parte su una parete che scende fino a 80 metri di profondità e che è caratterizzata da scava ture nella roccia simili a camminatoie dove regolarmente stazionano branchi di pesce persico.
Arrivati in prossimità dell’angolo più a nord, si risale lungo un canale sabbioso che ci porta sul lato opposto della secca.
Qui su un basso fondale ricco di piante acquatiche, trovano rifugio tantissimi piccoli pesci di ogni specie.
Spostandoci verso nord lungo la scogliera più o meno affiorante a secondo della stagione si incontra un fanale posto ad indicare l’inizio della secca. Ormeggiando la barca all’interno dove il fondo fangoso si incontra a -10/12mt. si può effettuare una bella immersione sul lato esterno della secca che offre la possibilità di scegliere tre quote diverse marcate da gradoni evidenti, una di queste immersioni viene chiamata “il sentiero”.
ISOLA DI SAN BIAGIO
Per arrivare su questo punto di immersione ci sono due possibilità.
La prima è quella di avere una barca e di arrivare sull’isola di S. Biagio, ed ancorare la barca a circa 15 metri di distanza dalla costa dell’isola, dove inizia la secca.
L’altro sistema di arrivare su quest’isola è quello di attraversare a piedi il campeggio privato di S. Biagio e, acqua permettendo, camminando con tutta l’attrezzatura su quel lembo di terra che unisce l’isola alla costa, l’acqua a volte può arrivare anche ad un metro e mezzo di altezza.
Il punto di immersione è quello di fronte all’isola, lasciandosi alle spalle la terra ferma. Si trova una bella parete, dove si può scendere fino ai 20 o 30 metri, si prosegue tenendo la parete sulla sinistra, controcorrente, e in base all’aria consumata, si può arrivare o meno a vedere i due o tre isolotti ricchi di pesce.
L’immersione e’ da effettuarsi nella parte est dell’isola, cioè quella che guarda verso la sponda veronese.
Vi consiglio di entrare in acqua dalla zona del chiosco delle patatine, si discende su un fondale di circa 7/8 metri e si prosegue verso sinistra lasciando la parete sulla sinistra.
Si tratta di una parete non molto profonda può arrivare massimo a 18/20mt , interessante però la varietà di pesce presente, molti grossi lucci e nei periodi giusti pesci persici.
Si torna poi sempre vicini alla parete, magari alzandosi di qualche metro.
Ricordarsi di mettere un boa ben visibile, per evitare i frequenti ancoraggi delle imbarcazioni, che nel periodo estivo sono molto frequenti.
SECCA DEL DIAVOLO
Lontano dalla costa del parco, spostato verso il centro del lago, si trova un crostone roccioso che ha la parte meno fonda a 9 metri di profondità.
Ormeggiata la barca in questo punto, si scende lungo la parete che è ricca di balconate e grandi spaccature.Al ritorno si percorre il profilo superiore ricco di grossi massi e guglie ammirando una quantità incredibile di spugne attaccate al substrato.
GROTTA DEL SALE
Partendo dall’ormeggio sottocosta nella zona della Rocca di Manerba, si scende lungo un fondale fangoso fino ad incontrare un pontile di roccia che arriva a 40 metri di profondità.
Qui un bel canyon ed una grotta danno rifugio a notevoli esemplari di bottatrice. Risalendo sull’altro versante si incontra la grotta del sale, ed all’interno si può ammirare un bellissimo presepe.Durante il ritorno alla barca, a bassa profondità, il fondale è ricco di scogli e massi.
SECCA DELLA ROCCA
Ad un centinaio di metri dalla costa, il fondale si alza fino alla profondità di 15 metri e questo è uno dei più bei siti di immersione della zona di Manerba. Si scende lungo la cima dell’ancora fino sul cappello, e poi spostandosi leggermente a sud si continua la discesa in parete fino a trovare il fondo a 40 metri.
Questa zona ricca di massi è chiamata città delle bottatrici, e se ne possono osservare di notevoli dimensioni. Seguendo il fondo, si arriva fino ad una cigliata dove la profondità cade da 40 a 90 metri, si risale lungo l’angolo della secca fino ad ammirare sul cappello una bellissima statua di Venere Romana.Durante il ritorno verso la cima dell’ancora, e facile incontrare branchi di persici reali seguiti da grossi esemplari di luccio a caccia di prede.

Riva del Garda (Prof. Max 15/45 m)

Il sito è protetto da boe e la zona di immersione è attrezzata con sagole che consentono di effettuare percorsi lungo le pareti e nei pressi del Cristo sommerso, anche con visibilità scarsa.
Il fondale da un lato è caratterizzato da pendii, rocce e distese di alghe a bassa profondità (-3/-15m), dove è facile incontrare lucci, persici e grossi cavedani, e dove su di una rupe è posizionato un Cristo, alla profondità di circa -15m. Dall’altra parte, e più in basso, si trovano pareti molto suggestive, che in alcuni punti sono interrotte da terrazze, in altri si perdono nel vuoto in profondità.

Punta Calcarolle

Si entra in acqua portandosi in superficie verso la punta di destra, circa a metà percorso si può iniziare a scendere. A 10 metri di profondità, a ridosso della parete, è posizionata una piattaforma metallica, ancorata solidamente alla roccia. Da qui si scende sempre verso nord, in diagonale, illuminando le fenditure e le rientranze che presto iniziano a caratterizzare la parete: spaccature strette, abbastanza profonde, inclinate o verticali, rientranze simili a piccole grotte, disegnano una parete verticale che curva verso destra, come una torre. Alla profondità massima prefissata conviene iniziare il ritorno, con un percorso in graduale risalita, ripercorrendo il roccione curvo tenendo la parete a sinistra. Quando la convessità della parete diventa concavità, si è giunti vicino alla spiaggia di partenza. Comodo ricercare a 10 metri la piattaforma e poi fermarsi per la sosta prudenziale sul piccolo pianoro da cui si è partiti. Spesso la visibilità è ottima, l’aspetto della parete con tutte le sue caratteristiche morfologiche è già molto interessante. Se poi si ha la pazienza di curiosare nelle spaccature, è possibile ammirare persici di notevoli dimensioni, cavedani e bottatrici davvero di rilievo. In particolare, attorno ai 20-25 metri, nella fase di rientro, c’è una fenditura verticale dove vivono abitualmente numerosi e grandi persici Necessaria la torcia e la pazienza di curiosare un po’ dappertutto: merita. Nell’ultimo tratto, uscendo dalla curva convessa della roccia, i raggi del sole creano un effetto di luce molto suggestivo.

Relitto Roma (Prof. Max 40 m)

Sulla sponda Veronese del Lago di Garda pochi chilometri dopo il Diving Athos e qualche chilometro prima di Malcesine, vi è uno dei più bei relitti del Garda, il Delsy.
Il gavitello che lo segnala in superficie, individuabile da un parabordo blu legato alla cima che va direttamente alla battagliola del relitto, è circa a 50 metri dalla riva.
Affondato nel 1991 lungo circa 17 metri. Si tratta di un motopeschereccio in ferro con motore ford diesel, e’ sconsigliato entrare dal boccaporto di poppa perchè una volta rannicchiati dentro è un problema muoversi, la catena che prima toccava lo scorrimano di prua adesso è un po’ staccata, quando si arriva sul fondo si è a circa 6/7 metri dalla murata di manca del relitto, che giace in posizione di navigazione con la prua rivolta verso la riva.
La profondità sul ponte di 37 mt per arivare a 40 sulla parte più bassa.
Si vedere ancora la scritta a poppa “Delsy” vicino alla scaletta, l’elica manca perchè qualcuno se la sarà presa come trofeo, l’albero è stato segato ed adagiato lungo l’imbarcazione sullo scorrimano dalla parte di manca, il boccaporto di poppa è la tana di una grossa bottatrice, perfettamente integro vista l’assenza di sale che corrode il ferro, c’è solo un piccolo buco di ruggine in prossimità della bitta di poppa dalla parte di dritta.
La zona dell’ immersione solitamente è caratterizzata da assenza totale di corrente tipica della piccola insenatura del lago ove si trova il relitto.
Utile portarsi sempre la bussola, in lago non si sà mai.

Torri del Benaco(Prof. Max 21/44 m)

Parcheggiata la macchina sul lato sinistro della strada, si puo’ scaricare tutta l’attrezztura sullo scivolo vicino al cartello indicante il presepe. Ci si immerge da questo scivolo, che agevolerà in seguito la risalita; si scende seguendo una corda non sempre visibile, fino ai 20/24 metri, ed il presepe si trova sotto ad un anfratto vicino ad un canyon. Il fondale è costituito da sassi e ciotoli ricoperti di sedimenti. E’ presente un circolo subacqueo lungo la parete.

Relitto Berardi lido delle Tavine Salò  (Prof. Max 34 m)

Il relitto è un battello per il trasporto di persone, di circa 30 metri di lunghezza, adagiato in posizione di crociera sul fondo sabbioso della baia di Salò.
La profondità massima del relitto è di 33 m, il ponte inizia a circa 28 m e la visibilità spesso è scarsa, soprattutto nel tragitto lungo la sagola, sospesa in diagonale nel blu.
Intorno al relitto solitamente la visibilità è un po’ migliore.
Il secondo è una barca a vela di circa 15 m di lunghezza a 27 m di profondità.
Qua va fatta attenzione ai cavi che tendono ancora il boma.
Dalla prua partono altre due sagole, seguendo quella più ad ovest si raggiunge il terzo relitto.
Il terzo è un motoscafo di circa 8-10 m di lunghezza a circa 24 m di profondità.
In questo è possibile dare una sbirciatina all’interno, facendo molta attenzione.

La Draga  (Prof. Max 45 m)

Per arrivare in loco utilizzo della barca: dal porto di Torri del Benaco direzione 350° , distanza 7 miglia.
É impossibile arrivarci a piedi, in quanto è situata esattamente sotto il tunnel della Gardesana Orientale, appena dopo Gargnano, in prossimità della centrale elettrica.
Dalla costa circa 30 metri, di fronte alle chiuse a nord della centrale elettrica di Gargnao, c’è una boa bianca su cui ormeggiare, 130° Nord, cè la parete rocciosa sottostante la strada statale che porta a Riva del Garda.
Si scende direttamente dalla boa, su una scarpata rocciosa di 50 metri.
I primi metri possono avere visibilità limitata soprattutto nel periodo primaverile ed estivo, superati i 20 metri si apre la discesa lungo la catena che è ancorata su lato ovest della draga.
Solitamente la visibilita’ dai 30 metri in poi e’ buona, la temperatura si aggira sulle medei del lago dei 9-10° classici.
É possibile lasciare la catena e girare intorno alla draga, perlustrando anche le zone più basse.
Immersione molto suggestiva sia per l’ambientazione molto buia, sia per le dimensioni di tutto rispetto della draga. Si consiglia di risalire lungo la catena, onde evitare di essere portati a riva dalla corrente verso la superficie.
Da esaminare il pannello comandi sul lato sinistro della catene e gli oblò nella parete alta per dare uno sguardo all’interno.
La draga pare sia affondata a seguito di un violento temporale che l’ha spazzata e fatta affondare; è in ottimo stato di conservazione e non c’è rischio di sollevare polvere in quanto la base è discretamente profonda ma la parte interessante è sui 40-44 metri al massimo.

Le Bombe Pra de  la Fam (Prof. Max 45 m)

Per arrivarci basta seguire le indicazioni per Tignale, proseguire poi in galleria in direzione Campione e fermarsi all’altezza di Pra de la Fam (nelle immediate vicinanze c’è una grossa limonaia).
L’immersione è tranquilla.
Nel periodo invernale il freddo permette di avere un’ottima visibilità anche se il freddo porta alla scarsa resenza di pesci, che soprattutto nella zona sud della parete, in prossimità del letto di un fiume, abbondano in quantità nella stagione più calda.
Le bombe si trovano adagiate su di una scarpata di fango, tra i -35 e i -45 metri.

Pinnacolo Campione del Garda (Prof. Max 45/50 m)

Si entra in acqua dalla scogliera del parcheggio; quindi si pinneggia in direzione nord seguendo la parete che precipita nel lago, fino all’evidente finestra della galleria della vecchia strada che si apre nella roccia. Qui ci si immerge seguendo la parete perfettamente verticale che sprofonda a profondità proibitive e che presenta una interessante superficie zigrinata. A -40 si arriva alla base di un caratteristico pinnacolo roccioso, che si erge fino a -34 metri. Da qui innalzandosi lungo la parete in direzione sud, si incontra il conoide detritico del parcheggio, per poi uscire in prossimità della scogliera. Il principale punto di interesse dell’immersione è l’osservazione del severo ambiente subacqueo, caratterizzato dal pinnacolo roccioso e dalla straordinaria verticale parete rocciosa.

Parete di Tremosine (Prof. Max 45m)

L’ immersione si trova sotto la penultima finestra della vecchia galleria e lo si può raggiungere saltando dalla galleria (il salto è di circa 3-4 metri!!! Mi è bastato farlo una volta per evitarlo le volte successive! ndr.) oppure scendendo dal porticciolo (più sicuro e consigliato!) e pinneggiando un paio di minuti fin sotto alla finestra in questione! Poco più a sud della finestra individuiamo un costone di roccia che prosegue sott’acqua. Ci immergiamo fronte alla parete e seguendo l’andamento di questo costone (che sarà il nostro punto di riferimento per individuare il carrello) fino a circa –40m, la visibilità in questo punto è spesso molto buona, tanto da consentire un’ottima visibilità anche senza torcia fino alla quota indicata. Intorno ai –30/-35m si intravede una forma quadrangolare chiara che è la ghiaia contenuta nel carrello, spostandoci di fronte lo si può scorgere incastonato in questa bellissima parete. Si tratta di un carrello da miniere modello Decauville da rotaia che venne utilizzato negli anni ’20 e ’30 per la costruzione della Gardesana. Una volta inabissatosi si è incastrato in questa spaccatura della parete ed è stato ricoperto da  diversi sassi caduti dall’alto. Molto caratteristiche le ruote scavate, da binario, tra le quali si possono scorgere Persici reali o piccole Bottatrici sonnolente.