Sardegna

-1 LA GROTTA E GLI ARCHI   DI  NEREO 

La Grotta di Nereo si trova proprio sotto la Punta dell’Asino, in prossimità della quale si può facilmente ancorare l’imbarcazione. Sul fondo si trovano grossi massi dove abbonda il pesce da tana e a 15 metri si varca subito l’ingresso principale della grotta. Si resta sorpresi alla vista della grandezza e della spettacolarità dell’antro, coloratissimo per la ricchezza di vita che anima le sue pareti. Dall’antro principale si dirama-no lunghi e intricati corridoi pieni di ofiuridi e popolati da enormi astici, pronti a nascondersi, all’arrivo dei sub, nei loro anfratti o addirittura sotto la sabbia che talora ricopre il fondale. Proseguendo l’esplora-zione si arriva sulla parte più profonda, a circa -35 metri, dove ancora splendidi giochi di luce proveniente dall’esterno fanno da cornice ai numerosi abitanti della grotta: gronghi, cicale, aragoste, granseole, merluzzi e gamberi. Accanto all’apertura principale della Grotta di Nereo, su una profondità di 15-18 metri, c’è un fondale caratterizzato da ampi archi di roccia che, in una serie di cunicoli adiacenti più o meno profondi, ospitano gronghi, aragoste e nei recessi più riparati stupendi Cerianthus. Sono i cosiddetti Archi di Ne-reo, davanti ai quali, scendendo ancora più in basso, sui 20-25 metri, troviamo una serie di massi franati, con un’abbondante presenza di pesce da tana, in particolare saraghi.


Parazoanthus axinellae

-2 I SIFONI DI NEREO

Vi è una parte della Grotta di Nereo nella quale un intricato sistema di cunicoli mette in comunicazione le due grandi stanze principali risalendo da una quota di 30 metri di profondità fino ad una decina di metri dalla superficie. È la parte nota tra i subacquei co-me i Sifoni di Nereo. Qui l’e-mozione che sa dare l’immersione in grotta si fa sentire più fortemente che in ogni altro luogo. E all’emozione si aggiungerà lo stupore della scoperta di tante forme di vita che proprio  in quest’ambiente trovano   il  loro    habitat  ideale: sono piccoli merluzzi, grossi astici e svariate specie di gamberetti. A volte si può in-contrare qualche grosso predatore che approfitta dell’o-scurità della grotta per farsi una bella scorpacciata proprio di gamberetti: ne è stato testi-mone, durante una competi-zione fotografica estemporanea, Stefano Navarrini, il quale scattò una serie di foto eccezionali di un grosso dentice in caccia che gli valsero la vittoria.

-3 IL FIORDO

È una profonda insenatura che si apre nella montagna a picco di Capo Caccia. Siamo sotto la «Escala del Cabirol», la lunga scalinata incassata nella roccia che dalla sommità del Capo porta alle famosissime Grotte di Nettuno. Su una delle pareti laterali del Fiordo si apre a circa dieci metri di profondità l’ingresso della Grotta del Tunnel, dal nome del passaggio sommerso che conduce ad una insenatura adiacente caratterizzata dalla presenza di uno scoglio affiorante dalla sagoma simile a quella di un sommergibile. La Grotta del Fiordo è molto ampia, con i soffitti che arrivano fino quasi in superficie, creando inoltre piccoli sifoni interni. Due cunicoli laterali portano l’uno di fianco all’ingresso sud e l’altro, abitato da piccole aragoste e a volte anche da qual-che astice, dritto verso la baia del sommergibile: l’uscita si sdoppia poi in due spettacolari archi sommersi. Proseguendo fuori lungo il canalone, fiancheggiato dalla parete di Capo Caccia da una parte e dallo scoglio del sommergibile dall’altra, si scopre un ricchissimo ambiente sommerso nel quale, grazie probabilmente alla protezione naturale offerta dalle pareti rocciose circostanti, alghe e coralli crescono verso l’alto, a differenza di come li troviamo in altre zone limitrofe, pendenti dai soffitti del-le grotte.

-4 FUORI IL CAPO

È una immersione indubbiamente riservata ai subacquei più esperti, richiedendo, se si vuole sfruttare al massimo l’aria e il tempo a disposizione, una discesa in profondità in acqua libera e una attenta risalita finale in direzione della parete per effettuare su di essa in tutta sicurezza la eventuale decompressione che si rende necessaria per la quota raggiunta e per il tempo trascorso in profondità. La zona si trova nel tratto di mare compreso tra la Punta del Capo e Punta dell’Asino, a me-no di un centinaio di metri di distanza dalla parete rocciosa a picco. Può essere raggiunta anche partendo da uno degli ingressi della Grotta di Nereo, e precisamente da quello che si ovest. Da qui, puntando verso sud, troveremo che il fondale roccioso termina intorno ai 25 metri di profondità per far posto a delle belle distese di posidonie. Sui 35-40 metri di fondo ecco riapparire la roccia e con essa i primi massi ricoperti di gorgonie rosse molto rigogliose, con i polipi quasi sempre aperti al fluire della corrente. Sulla roccia ricoperta di ogni forma di vita vivono e si riproducono numerose specie di grossi nudibranchi. Man mano che si scende i massi si fanno sempre più frequenti e appaiono interamente ricoperti da grossi ventagli di paramuricee, mentre tra essi nutrite colonie di anthias contribuiscono ad arricchire lo scenario davvero stupendo.

-5 LA GROTTA DELLA MADONNINA

La Madonnina dei Pescatori è una piccola icona in ceramica fissata a una decina di metri di altezza nella parete rocciosa a picco della Punta del Capo. Proprio sotto la Madonnina, ad una profondità di 15-18 metri, si apre una meravigliosa grotta ricchissima di vita e colori. Qui è facile incontrare aragoste, gronghi e mustelle. Per gli appassionati di fotografia la grotta offre grossi spirografi e stupendi gioghi di luce. A poca distanza dalla grotta è consueto l’incontro con grossi dentici particolarmente curiosi nei confronti dei sub.

Corallium rubrum

-6 LA GROTTA DEL GIGLIO

La si raggiunge dalla Baia del Conte dopo aver doppiato verso sud la Punta del Giglio. A una decina di metri di profondità si apre l’ingresso della grotta che si inoltra per molte decine di metri nella montagna. All’interno si nota tutta la sua particolarità. Colonne e stalattiti sommerse rivelano con la loro formazione come la grotta sia frutto di uno sprofondamento recente. Seguendo un ampio cunicolo sommerso si giunge in una grande camera con il tetto d’aria che consente ai sub di uscire all’asciutto nell’interno della montagna. Molto belli gli effetti della roccia erosa, sia internamente che esternamente alla grotta.   Per la limitata profondità che caratterizza tutta la zona, anche quella antistante la grotta, che inoltre offre note-voli motivi di interesse per gli appassionati di biologia marina e di macrofotografia, si tratta di una immersione non impegnativa e molto piacevole e interessante.

-7 LA GROTTA DEL FALCO

II nome è in memoria di Ennio Falco, famoso corallaro napoletano scomparso 25 anni or sono. La targa con il suo nome è stata sistemata dal Cras di Roma sulla parete di un lungo corridoio aereo, percorribile a piedi dopo aver lasciato le bombole al termine di un percorso sommerso in grotta attraverso un sifone non tanto largo e piuttosto privo di vita bentonica. Il cunicolo interno all’asciutto è stupendo, cosparso di delicatissime stalattiti e stalagmiti di colori che vanno dal bianco purissimo al marrone scuro. La zona d’ingresso della Grotta del Falco è ampia, con il tetto tappezzato ora da grosse colonie di Astroides e da stupende Leptopsammie, che circondando le bolle d’aria la-sciate dai sub sul soffitto con-sentono ai fotosub begli effetti speculari, ora da bianche fiori-ture di Corallium rubrum di piccole dimensioni incredibilmente fitte. Sugli 8-9 metri di profondità c’è un complesso di vaste cavità e passaggi in cui gironzolano tranquille molte specie di pesci: occhiate, saraghi e avannotti di vario gene-re.

-8 LA FORADADA

Si tratta di un grande scoglio che emerge dal mare a meno di 500 metri di distanza dalla punta di Capo Caccia. Il nome deriva dalla grande apertura in alto che lo attraversa da parte a parte, sbucando nel lato verso il mare aperto nella parete di un grande antro in cui battelli e imbarcazioni possono facilmente entrare. Per i subacquei l’attrazione maggiore è il cunicolo che attraversa un grande sperone roccioso sotto la punta sud dell’isolotto, con pareti integralmente rivestite da svariate forme di vita, tra cui spiccano per i loro stupendi colori ricche colonie di Parazoanthus. La base della cavità rocciosa è caratterizzata da numerosi anfratti, alcuni dei quali sono tane di gronghi ed astici. Anche in questo punto l’ora migliore per effettuare l’immersione è nelle prime ore del pomeriggio, quando i raggi del sole attraversano da una parte all’altra il grande buco passante, con la possibilità di fare ottime fotografie grazie all’eccezionale limpidezza dell’acqua sfruttando la tecnica del controluce.